SALDO IMU 2020: LA PROROGA E GLI ESCLUSI

La scadenza del termine per il pagamento del saldo dell’IMU dovuta per l’anno in corso fissa il suo appuntamento al prossimo 16 dicembre.

La novità arriva con la Legge di Conversione del decreto sulla proroga dello stato d’emergenza Covid-19, approvata in via definitiva alla Camera il 25 novembre 2020.

L’acconto era in scadenza il 16 giugno scorso. Il versamento si riferisce alla nuova IMU entrata in vigore il 1° gennaio di quest’anno ed introdotta con la manovra di bilancio 2020.

Il tributo accorpa la vecchia IMU e la TASI e la disciplina ricalca, sostanzialmente, proprio quella della vecchia IMU.

Facciamo un esempio. Per un immobile di sua proprietà, il sig. Rossi nel 2019 ha pagato:

– IMU (acconto + saldo) = 400 euro

– TASI (acconto + saldo) = 120 euro

– Totale pagato = 520 euro

Il sig. Rossi, quindi, entro il 16 giugno 2020, per il suo immobile doveva versare quale acconto IMU 2020 l’importo di 260 euro (ossia il 50% di 520 euro).

Per il saldo di dicembre, invece, occorrerà liquidare l’importo dovuto calcolando l’IMU con le aliquote 2020 deliberate dal comune di ubicazione degli immobili.

I comuni avranno tempo fino al 31 dicembre 2020 per inserire sul sito del MEF il prospetto delle aliquote IMU ed il relativo regolamento, con la conseguenza che il versamento del saldo, in scadenza il 16 dicembre, dovrà essere effettuato utilizzando le vecchie aliquote, non ancora adattate alla nuova imposta unica sulla casa, in vigore dal 1° gennaio.

Se i predetti termini non saranno rispettati o se il comune non avrà emanato alcuna una nuova delibera IMU 2020, il saldo del 16 dicembre prossimo dovrà essere pari al restante 50% di IMU e TASI complessivamente pagate per il 2019 (quindi altri 260 euro in riferimento all’esempio di cui sopra).

Ricordiamo, comunque, che le vecchie aliquote non sono ancora state adattate alla nuova IMU: pertanto, i contribuenti avranno tempo fino al 28 febbraio 2021 per effettuare i conguagli nel caso in cui i valori delle aliquote risultino modificati rispetto al passato (cd. mini-IMU).

Ciò che maggiormente impatta su questo adempimento, stante l’ormai metabolizzato accorpamento di IMU e TASI, è poi la possibilità concessa ad alcune categorie di contribuenti di evitare il versamento dell’imposta. Si tratta dei soggetti che stanno subendo la crisi determinata dall’epidemia da Coronavirus.

Di seguito gli immobili per i quali, a causa del Covid-19, il saldo dell’IMU non è previsto (art. 78 D.L. n. 104/2020 conv. in L. 126/2020, art. 9 D.L. n. 137/2020, art. 5 D.L. n. 149/2020).

Sono esentati dal versamento della rata di dicembre gli immobili:

– adibiti a stabilimenti balneari marittimi, lacuali e fluviali, nonché gli immobili degli stabilimenti termali;

– rientranti nella categoria catastale D/2 (alberghi e pensioni con fine di lucro) e relative pertinenze, quelli degli agriturismi, dei villaggi turistici, degli ostelli della gioventù, dei rifugi di montagna, delle colonie marine e montane, degli affittacamere per brevi soggiorni, delle case e appartamenti per vacanze, dei bed & breakfast (questi ultimi, insieme alle case vacanze, intese come attività svolte in forma imprenditoriale), dei residence e dei campeggi; da segnalare che, con il Decreto Agosto, è stato disposto che l’esenzione per le pertinenze vale anche per la prima rata (nel Decreto Rilancio, invece, non era stato previsto);

– rientranti nella categoria catastale D in uso da parte di imprese esercenti attività di allestimenti di strutture espositive nell’ambito di eventi fieristici o manifestazioni.

La condizione è che i relativi proprietari siano anche gestori delle attività ivi esercitate (fanno eccezione soltanto gli immobili adibiti a stabilimenti balneari marittimi, lacuali e fluviali, nonché gli immobili degli stabilimenti termali).

Il Decreto Agosto (D.L. n. 104/2020) ha anche previsto nuove esclusioni, ma con effetto solo sulla seconda rata:

In particolare, sono interessati gli immobili:

– rientranti nella categoria catastale D3 destinati a spettacoli cinematografici, teatri e sale per concerti e spettacoli;

– destinati a discoteche, sale da ballo, night-club e simili.

Da segnalare altresì che, per gli immobili di categoria D3 appena citati, l’esenzione si applicherà anche nel 2021 e 2022, salvo approvazione UE.

Inoltre, con un’altra disposizione – sempre contenuta nel decreto Agosto (art. 78 bis) – è stato previsto che, ai fini IMU, si considerano coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali anche i pensionati che, continuando a svolgere attività in agricoltura, mantengono l’iscrizione nella relativa gestione previdenziale agricola. È evidente come la precisazione, che ha effetto retroattivo, impatta sulla disciplina agevolativa IMU per queste categorie di contribuenti (i terreni posseduti da CD e IAP non sono soggetti all’imposta).

Infine, è stato specificato che, per poter godere dell’esonero dalla seconda rata dell’IMU 2020, è sufficiente che l’immobile sia ubicato nella fascia “rossa” nel periodo compreso tra l’emanazione del D.P.C.M. 3 novembre 2020 e la data di scadenza del versamento della seconda rata dell’IMU, vale a dire il 16 dicembre 2020.

Questo indipendentemente dalla circostanza che, durante tale periodo, il territorio della regione interessato passi in una fascia diversa. Con le FAQ del 4 dicembre, infatti, il Dipartimento delle Finanze del MEF ha fatto chiarezza proprio in ordine all’abolizione del versamento della prima e seconda rata IMU per l’anno 2020.